Quando imboccai la via oscura che dal porto conduceva nei meandri collosi del borgo vecchio ebbi timore di perdermi attraverso le più segret...tra fotografia e poesia...e anse della mia persona. E li il tormento ebbe la forma di una flessuosa gamba, avvolta da un velo scuro, come la rugiada che scorre lungo i petali al mattino; e la gonna, corolla colorata di rosso sgargiante, di passione e di anelito, che sovrastava quello stelo di nylon consunto.
Questo spettacolo mi sorprese mentre, cupo, attorcigliavo in me oziosi pensieri tenuti su dalla fresca bruma del mattino, confusi come i barbagli grigi della nebbia sospinta dal vento di maestrale.
I miei occhi ebbero brama di sovrastare la linea di confine della gonna, dopo aver percorso furtivi ogni millimetro del velo che avvolgeva il gambo di quel fiore reciso: poi  i miei passi mi portarono oltre la linea ideale fra le mie spalle ed il perimetro del suo desiderio, e sfilai lento, come il treno in una stazione di passaggio.

  

Gianfranco Di Ioia 

 

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